Vertenza Beko, confronto in Provincia di Varese: lavoratori e sindacati chiedono garanzie sul futuro di Cassinetta

Si è svolto lunedì 26 Ottobre, nella sala consiliare della Provincia di Varese, un incontro dedicato alla vertenza Beko dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno, dopo il confronto tenutosi l’8 Ottobre a Roma con il ministro delle imprese e Made in Italy Adolfo Urso.

Al tavolo erano presenti il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, il Prefetto di Varese dottor Salvatore Pasquariello, i Deputati Stefano Candiani, Andrea Pellicini in collegamento video Giuseppe Licata, il consigliere regionale Samuele Astuti, il consigliere Provinciale Giacomo Iammetti, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e numerosi lavoratori dello stabilimento. Ad aprire i lavori è stato Maurizio Sberna, responsabile della comunicazione istituzionale e delle relazioni esterne Beko Europe, che ha illustrato gli aggiornamenti sulla situazione aziendale e le prospettive produttive del sito varesino.

Maurizio Sberna ha evidenziato le difficoltà che interessano il comparto degli elettrodomestici, in particolare il settore dei forni, che registra una flessione significativa, mentre la divisione del freddo continua a rispettare gli obiettivi di budget. La pressione sui prezzi e la crescente concorrenza internazionale, soprattutto asiatica, stanno incidendo sulla competitività del settore e sui volumi produttivi.

L’azienda ha ricordato di aver sostenuto due operazioni di ricapitalizzazione per complessivi 650 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare la solidità finanziaria del gruppo e garantire la continuità delle attività in Italia, nonostante le perdite registrate.
Confermati, secondo quanto illustrato durante l’incontro, gli investimenti previsti dal piano industriale, pari a 110 milioni di euro per Cassinetta, destinati al settore cottura, al design e allo sviluppo di nuovi prodotti. Tra i progetti figurano l’introduzione di Genesis e il potenziamento dei processi di automazione. L’avvio, previsto all’inizio del 2027, di nuove produzioni legate all’area cottura rappresenta uno degli elementi indicati dall’azienda per sostenere il futuro dello stabilimento. Resta tuttavia centrale la necessità di recuperare volumi di vendita adeguati. Secondo Sberna, gli investimenti devono essere accompagnati da una ripresa della domanda e da una maggiore capacità commerciale nei mercati in cui il gruppo incontra maggiori difficoltà. L’obiettivo è ridurre progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Nel corso del confronto, UIL Varese ha riconosciuto le difficoltà del settore e gli sforzi finanziari sostenuti dall’azienda, chiedendo però risposte concrete sulle prospettive produttive. Tra i nodi evidenziati, la destinazione dei nuovi prodotti, il ruolo della proprietà turca e le conseguenze del passaggio da Whirlpool a Beko, che secondo quanto denunciato nel corso dell’incontro avrebbe comportato una perdita di circa il 30% delle vendite. La discussione si è concentrata anche sulla nuova commessa di 90 mila frigoriferi, da aggiungere ai volumi già esistenti. Un elemento che, secondo le organizzazioni sindacali, deve essere valutato non soltanto in termini quantitativi, ma anche rispetto alla gamma dei prodotti e alla sostenibilità industriale nel medio e lungo periodo. UIL Cassinetta ha espresso preoccupazione per la composizione delle nuove produzioni, sottolineando che il ricorso a prodotti di fascia bassa potrebbe contribuire a tamponare temporaneamente la riduzione dei volumi, senza risolvere le criticità strutturali dello stabilimento. È stata inoltre evidenziata la necessità di sviluppare una gamma di prodotti di fascia più alta, sia nel settore del freddo sia in quello del caldo, per garantire maggiore valore aggiunto e continuità produttiva. Nel suo intervento, la sigla sindacale ha richiamato anche l’andamento della produzione dei forni: dai circa 400 mila pezzi del 2024 ai 250 mila previsti per il 2026, secondo i dati citati durante la riunione. Una contrazione che, è stato osservato, richiede risposte industriali più incisive e non può essere affrontata esclusivamente attraverso il lancio di nuovi modelli. La RSU FIOM ha posto l’accento sulle ricadute sociali della crisi, con un ricorso significativo alla cassa integrazione e lavoratori che arrivano a essere presenti in fabbrica soltanto per pochi giorni al mese. Le richieste principali riguardano la tutela del reddito e la difesa dell’occupazione, in un contesto nel quale la riduzione dell’attività produttiva si traduce in un pesante taglio delle retribuzioni. Anche la CISL ha ribadito la necessità di riportare volumi adeguati nello stabilimento, affinché le persone possano lavorare con continuità. L’incertezza, è stato sottolineato, rischia di compromettere ulteriormente la fiducia dei dipendenti, in particolare dei più giovani, che potrebbero lasciare l’azienda rendendo più difficile reperire le professionalità necessarie in caso di ripresa. Da qui la richiesta di costruire prospettive credibili per il 2027, superando una fase caratterizzata da continui aggiustamenti degli orari e dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il presidente della Provincia, Marco Magrini, ha evidenziato come una situazione caratterizzata da un elevato ricorso alla cassa integrazione abbia conseguenze rilevanti sull’economia del territorio, ben oltre i confini dello stabilimento. «Il problema non riguarda soltanto Beko, ma anche l’intero indotto presente sul territorio», è il senso dell’intervento del presidente, che ha ricordato le iniziative messe in campo dalla Provincia, a partire dai percorsi di formazione e dai servizi per la ricollocazione dei lavoratori.
Magrini ha inoltre richiamato l’importanza dei progetti di efficientamento energetico, tra cui quello relativo al fotovoltaico, e ha sollecitato un maggiore coinvolgimento della politica nazionale, affinché siano garantite le condizioni per tutelare il sito produttivo e l’occupazione. Tra le richieste avanzate, la necessità di ricevere aggiornamenti periodici e puntuali sull’andamento del mercato, sulle commesse, sugli investimenti effettivamente realizzati e programmati, sulle vendite e sull’utilizzo della cassa integrazione. Un quadro informativo costante, secondo la Provincia, consentirebbe alle istituzioni di monitorare concretamente l’evoluzione della vertenza.

Maurizio Sberna, intervenendo nuovamente, ha confermato che per il progetto fotovoltaico è stato effettuato l’ordine di acquisto. Sul fronte produttivo, ha ribadito la necessità di riempire le linee e di concentrare gli investimenti sui settori capaci di generare maggiori volumi, in un contesto economico ancora complesso. L’azienda si è detta disponibile a proseguire il confronto e a condividere gli aggiornamenti, con l’obiettivo di individuare soluzioni che consentano allo stabilimento di mantenere la propria competitività.

Il deputato Stefano Candiani ha richiamato la crescente aggressività della concorrenza asiatica e le difficoltà che interessano il mercato europeo, caratterizzato da volumi ridotti. Per il parlamentare è necessario tutelare il sito produttivo e i suoi lavoratori, valutando anche prospettive che vadano oltre le attuali produzioni, qualora le condizioni di mercato rendessero difficile garantire la continuità delle attività. Il deputato Andrea Pellicini ha ricordato l’attenzione del Governo sulla vertenza, richiamando il sostegno espresso dal sottosegretario Bergamotto. L’impegno delle istituzioni nazionali, ha sottolineato, dovrà tradursi nel monitoraggio del rispetto degli impegni assunti dall’azienda, con un ruolo attivo anche da parte degli enti territoriali. Il consigliere regionale Samuele Astuti ha invece richiamato gli accordi già raggiunti tra azienda, lavoratori e organizzazioni sindacali, sottolineando come, a suo giudizio, i lavoratori e i sindacati abbiano fatto la propria parte, mentre restano da verificare le risposte aziendali. Da qui la richiesta di un nuovo piano industriale credibile, che non scarichi sui dipendenti il peso della crisi, e di un intervento concreto del ministero, chiamato a entrare nel merito delle prospettive produttive. Il deputato Giuseppe Licata ha espresso preoccupazione per il rischio che la vertenza si trascini senza soluzioni definitive. Richiamando anche la necessità di valutare eventuali percorsi di riconversione, ha ribadito che la priorità deve essere la salvaguardia dell’occupazione e che gli impegni contenuti nei piani industriali devono essere rispettati.

In chiusura, il prefetto di Varese, dottore Salvatore Pasquariello, ha sottolineato l’importanza di affrontare la vertenza attraverso un metodo di lavoro fondato sul rispetto delle scadenze, sul monitoraggio degli impegni e su un confronto costante tra le parti.
Pur senza individuare, al momento, soluzioni immediate alle criticità emerse, il Prefetto ha assicurato che la situazione continuerà a essere seguita con attenzione, garantendo un rapporto diretto con i rappresentanti del Governo e facendosi carico di trasferire puntualmente le problematiche del territorio ai livelli istituzionali competenti. Al termine dell’incontro, il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, e il prefetto Salvatore Pasquariello hanno incontrato i lavoratori Beko presenti, confermando l’attenzione delle istituzioni sulla vertenza e sulla necessità di tutelare il futuro dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno e dell’occupazione sul territorio. 

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